Intervista a Luca Libero esponente del movimento No Global

Secondo appuntamento con i movimenti anti-casta, oggi sotto la lente di ingrandimento i No Global.

 

1392047_168370023363218_937104738_n

Secondo appuntamento con i movimenti anti-casta, oggi sotto la lente di ingrandimento i No Global.

-Angelo Iervolino- 14 ottobre 2013  Ciao Luca, come nasce il vostro movimento?

Luca Libero: Il movimento nasce nel 1999 a Seattle, in occasione della conferenza del WTO (World trade organization). Di quello che è stato inizialmente chiamato “popolo di Seattle” non è mai stata data una denominazione unica, data l’enorme varietà e complessità delle organizzazioni che a Seattle si sono incontrate.

 

Quali sono i vostri obbiettivi?

Lo scopo del movimento No global è quello di creare un momento di rinascita della società civile, promuove la democrazia diretta e partecipativa, promuove il consumo critico e lo sviluppo sostenibile, è pacifista, ambientalista e antiproibizionista. Gli strumenti di lotta politica del movimento consistono infatti principalmente nel boicottaggio, nelle manifestazioni, nella controinformazione (o mediattivismo) e di uno stile di vita energeticamente e ambientalmente sostenibile.

Che posizione politica hanno i No Global nei confronti dei Massoni/Illuminati, in pratica del Nuovo Ordine Mondiale (NWO)?

I No Global sono contro la globalizzazione dell’indifferenza verso i più poveri e l’ambiente. Essi quindi criticano le multinazionali e i governi tecnocratici, criticano i poteri finanziari forti delle banche. Di conseguenza il movimento è contro ogni forma di “massoneria” e cioè di quel potere che con la globalizzazione sta cercando di accumulare, in segreto, ricchezze in mano di pochi (infatti i No Global sono presenti a tutte le manifestazioni che contestano i grandi del mondo, tipo l’incontro Bildeberg, il G8, il G20, il WTO). Essi sono contro il corporativismo che si sta creando tra potere politico e finanziario, quindi in loro si racchiude una forte critica verso massoneria e illuminati che sono, secondo i critici della globalizzazione, i principali artefici delle disuguaglianze e del non rispetto del pianeta.

Che rapporti avete con gli altri movimenti anti-casta (da destra a sinistra) e come vi considerate come movimento (anarchici, estrema sinistra, altro)?

Il movimento conia lo slogan “un altro mondo è possibile”, tradotto e usato in tutte le lingue, e si riunisce a partire dal gennaio 2001 ogni anno a Porto Alegre per il Forum Sociale Mondiale, in contrapposizione con il Forum Economico Mondiale di Davos. Organizza dei “contro-forum” in occasione di vertici internazionali e guadagna una crescente attenzione mediatica. Nel 2002, dopo l’attentato alle torri gemelle e la successiva guerra in Afghanistan, il movimento confluisce in un più ampio movimento pacifista. Le istanze “per un altro mondo possibile” mosse dai manifestanti si mescolano con quelle di opposizione alla politica militare del governo di George W. Bush, e delineare i confini del movimento diventa ancora più difficile.

Il movimento in Italia rispecchia la stessa varietà di soggetti presenti a livello mondiale ed europeo. Tra gli aderenti al Genoa Social Forum del 2001, troviamo alcune sigle storiche del panorama socio-politico italiano, tra cui:

associazioni di carattere nazionale (ARCI, ACLI);

partiti politici di sinistra (Rifondazione Comunista, Verdi, Partito dei Comunisti Italiani);

sindacati (Cobas, FIOM, SinCobas);

associazioni studentesche (Unione degli Studenti, Unione degli Universitari);

movimenti femministi (Marcia mondiale delle donne);

movimenti di carattere religioso (Pax Christi, Teologia della liberazione);

associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF);

centri sociali (CS Leoncavallo, C.S.O.A. Terra Terra, Officina 99, etc.);

ATTAC, un’associazione (molto sviluppata in Francia e presente in tutto il mondo) che si oppone alle politiche economiche neoliberiste;

e soggetti di nuova costituzione, tra cui la Rete Lilliput, che riunisce vari soggetti minori impegnati nella cooperazione con il sud del Mondo.

I rapporti con i movimenti anti-casta sono buoni finché ci si ferma alla sola politica italiana.



About Angelo Iervolino

Imprenditore, Massaggiatore Sportivo e del Benessere, Blogger, Reporter, Fotografo, Scrittore, Telescriventista, Operatore Radio (Radiotelegrafista).