La ricetta per salvare la Grecia e l’Italia dal fallimento

La ricetta per salvare la Grecia e l'Italia dal fallimento.

 

default_Grecia_Italia

La ricetta per salvare la Grecia e l’Italia dal fallimento.

Angelo Iervolino – 08 Luglio 2015 – Lo stato italiano con circa 65 miliardi di euro, è il terzo creditore della Grecia, dopo Germania e Francia. Tutto questo grazie al Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati. Da me ribattezzato (MFPE) Meccanismo di furto al popolo europeo. Quindi o MES, o come lo chiamo io MFPE il risultato è sempre quello. E’stato creato un fondo europeo per salvare le banche, passando il debito che avevano i paesi europei in particolare la Grecia con le banche, ai cittadini europei. Quindi con questo giochetto le banche si sono messe al riparo, hanno recuperato il capitale investito in operazioni non tanto limpide e hanno scaricato tutti i debiti su i cittadini della Comunità Europea. Questa sarebbe la nostra grande Unione Europea? Le banche quando hanno capito che ormai gli stati non erano più in grado di pagare gli interessi e di tornare il capitale, allora si sono inventati il MES e grazie a tutti i politici europei e dei singoli stati corrotti hanno attuato il loro piano di recupero credito. Se la Grecia fallisce non solo perdiamo i 65 miliardi di euro che abbiamo prestato non avendoli in cassa, quindi presi a debito, pagando gli interessi su i titoli di stato, (perdiamo capitale, più interessi, più danni all’economia italiana), in più i tassi di interesse sul debito pubblico potrebbero salire di 2 punti percentuali e se dopo il default della Grecia la Bce dovesse ritrovarsi con un buco in bilancio, la Banca d’Italia sarebbe chiamata alla ricapitalizzazione della Bce, in base alle quote possedute del 12,3%. Ricordiamoci che la Banca d’Italia non è più di proprietà degli italiani, ma è una banca di proprietà di varie banche e quindi di privati. Non a caso è uscita la legge sul prelievo forzoso, ossia se la banca fallisce pagano anche i clienti con i loro risparmi. Esempio: se una banca italiana fallisce a causa del default greco, i debiti delle banche saranno pagati con i soldi e i risparmi dei correntisti. Come si dice: “nulla succede per caso“, non è un caso che è uscita questa legge, come non è un caso che la Svizzera a Gennaio 2015 ha annunciando la fine del tetto di 1,20 tra franco svizzero ed euro difeso da oltre tre anni. Quindi tutto questo fa pensare che la fine dell’euro è vicina. In ogni caso Danimarca e Regno Unito fanno parte dell’Unione Europea, ma hanno una clausola di «opt-out» che consente ad entrambi gli stati di non aderire all’euro pur facendo parte dell’Unione Europea, però stranamente il Regno Unito è azionista della Bce col 13,6743%, quindi uno stato che non utilizza l’euro decide le politiche degli altri stati che lo utilizzano? Quindi i polli da spennare siamo noi e gli altri sono i furbi?

Del resto D’Alema, non solo confessa a cose fatte tutto, ma si fa anche una risata alla faccia di tutti noi italiani e delle povere persone che si sono suicidate per la crisi. Quante aziende italiane hanno chiuso e quante persone si sono uccise per dare i soldi alle banche tedesche e francesi signor D’Alema, e come mai lei sapendo tutto non ha fatto nulla per evitarlo e ora si permette pure di dirlo ridendo? Questi sono i politici del PD! Bravi a tutti quelli che hanno votato Prodi, Bersani, Renzi e D’Alema…. giusto per citare i primi che mi vengono in mente. Questi sono i politici italiani che dovrebbero difendere i nostri interessi?

Ma perchè le banche francesi e tedesche erano così esposte nel 2010 con la Grecia?

La verità, l’aspetto chiave sul debito greco rimane stranamente occultato. Il fatto che l’onere del debito da 320 miliardi di dollari della Grecia sia in gran parte dovuto alle spese militari oltre 150 miliardi di dollari quasi nessuno lo dice.

Prima dell’inizio della crisi del debito nel 2010, la Grecia spendeva circa il 7 per cento del PIL per la difesa quando molti altri Paesi europei spendevano circa il 2 per cento. Anche ora, cinque anni dopo il collasso economico, la Grecia ha ancora la più alta spesa militare dell’Unione Europea, il 2,2 per cento del PIL. Nell’alleanza militare della NATO, la Grecia ha la seconda più alta spesa di questo tipo dopo gli Stati Uniti, che assegnano circa il 3,8 per cento del loro PIL ai militari.

Il governo greco di Alexis Tsipras e i creditori istituzionali come Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno diligentemente ignorato un’opzione lampante per cercare di porre le finanze nazionali della Grecia su basi più solide, la contrazione massiccia delle spese militari del Paese. Se la Grecia dovesse ridurre la spesa militare della metà, a circa l’1 per cento del PIL, come Italia, Belgio, Spagna e Germania, potrebbe assegnare 2 miliardi per soddisfare le esigenze immediate del FMI e contribuire ad evitare le misure di austerità drastiche richieste dalla troika UE/BCE/FMI.

Ma c’è una buona ragione per cui la troika dei creditori rifiuta questa opzione.

La Grecia per molti anni è stata un miniera d’oro per le industrie belliche tedesche, francesi e statunitensi. Di 150 miliardi di dollari di spese militari dalla Grecia fino al 2010, il 25 per cento degli acquisti riguardava la Germania, il 13 per cento la Francia e il 42 per cento gli Stati Uniti, secondo i dati SIPRI.

Non è un caso che i grandi creditori istituzionali della Grecia sono i governi tedesco e francese, che raccolgono 100 miliardi di dollari. Gran parte del capitale prestato alla Grecia è stato speso per sistemi d’arma tedeschi e francesi come carri armati Leopard e aerei da combattimento Mirage, oltre che per gli statunitensi F-16.

LA RICETTA

La ricetta è tanto semplice ma nessuno la vede, perché nessuno vuole risolvere il problema Greco e tutti vogliono solo speculare. In questi casi penso che l’obbiettivo primario per tutti dovrebbe essere far rimanere la Grecia in Europa e recuperare il capitale prestato. Per fare questo oltre alla riduzione drastica delle spese militari al massimo lo 0,5 per cento del PIL, si dovrebbero vendere tutte le armi non strettamente necessarie, si dovrebbero azzerare gli interessi sul debito pubblico per 5 anni, tutti ci perderanno, ma di certo il danno sarà minore di una uscita della Grecia dall’euro. Per 2 anni il debito Greco dovrebbe essere totalmente congelato, in modo da dare respiro all’economia Greca. Tra 2 anni la Grecia dovrebbe iniziare a ritornare ai creditori rate del debito ad interessi zero, a tutti i creditori in percentuale al capitale prestato. Destinare lo 0,5 per cento del PIL alla restituzione del debito ogni anno. In pratica inizio della restituzione del capitale tra 2 anni con rate basse ad interessi zero per 5 anni, a mio avviso potrebbe essere una soluzione valida. La Grecia in questo modo potrebbe risollevarsi pian piano, tutte queste armi non servono a nulla, nel caso in cui scoppiasse la terza guerra mondiale, nessuno avrebbe il tempo di usarle, perché le esplosioni nucleari distruggeranno quasi tutto il pianeta, quindi a che servono questi carri armati Leopard, i Mirage e gli F-16, la NATO ha già abbastanza armi di questo tipo che in ogni caso non serviranno a nulla.

 

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-19/il-terremoto-svizzero-arriva-danimarca-banca-centrale-taglia-tassi-difendere-cambio-165126.shtml?uuid=ABD2oJgC

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-06-28/italia-esposta-fino-65-miliardi-091950.shtml?uuid=ACY1gNI

https://www.ecb.europa.eu/ecb/orga/capital/html/index.it.html

http://unaliraperlitalia.altervista.org/renzi-dove-sono-finiti-i-soldi-dei-fondi-europei-salva-imbroglioni/

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=32047

http://www.dossier.net/euro/valuta.htm

http://unaliraperlitalia.altervista.org/la-crisi-greca-attende-altri-partner-della-nato/

About Angelo Iervolino

Imprenditore, Massaggiatore Sportivo e del Benessere, Blogger, Reporter, Fotografo, Scrittore, Telescriventista, Operatore Radio (Radiotelegrafista).