Putin chiama “terrorista” il regime dell’Arabia Saudita, pronto intervento militare

L'Arabia Saudita rischia la rappresaglia durissima della Russia.

 

Vladimir Putin

L’Arabia Saudita rischia la rappresaglia durissima della Russia.

Angelo Iervolino08 gennaio 2014MOSCA – Si riscalda la situazione in Medioriente. Le minacce ricevute da Putin nel mese di luglio 2013 da parte del principe saudita Bandar bin Sultan, e riportate nel mio articolo “Putin ha ordinato un massiccio attacco contro l’Arabia Saudita se l’occidentale attacca la Siria“, con gli attentati terroristici avvenuti a Volgograd, che hanno provocato 34 morti e più di 100 feriti, sono diventate realtà. Putin non si lascia intimidire dall’Arabia Saudita, anzi passa al contrattacco. Tutti sanno che l’Arabia Saudita fornisce armi ai ribelli in Siria. Come riportato in un altro mio articolo di agosto 2013 “I ribelli ammettono: le armi chimiche le abbiamo usate noi” in base alle dichiarazioni del corrispondente americano Dale Gavlak che lavora anche per Associated Press, sembrerebbe che a consegnare le armi chimiche ai ribelli siriani, quindi responsabile anche della morte di tante persone in Siria sia sempre la stessa persona il principe saudita Bandar bin Sultan, capo dell’intelligence saudita. In un presa di posizione dura e senza precedenti, il presidente russo ha definito “terrorista” il regime saudita. Putin ha promesso di “vendicarsi” rispetto agli attacchi di Volgograd. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto: “La nostra sarà una risposta dolorosa ai terroristi che sono sotto il comando dell’Arabia Saudita“. Ha detto Putin: “Non c’è bisogno di indagini per sapere chi è stato dietro a quei brutali attacchi”, ha proseguito: “gli attacchi suicidi di Volgograd sono simili a quelli che hanno avuto luogo in Libano, Siria e Iraq“. Il presidente russo ha quindi promesso al suo popolo: “Nessuna pietà per gli assassini. La nostra risposta farà cambiare la mappa del Medioriente“. Queste dichiarazioni di Putin senza precedenti si svolgono in un momento in cui gli attacchi terroristici di Volgograd sono stati attribuiti a Bandar bin Sultan, capo dell’intelligence saudita. La Russia ha predisposto un testo scritto per una risoluzione in cui qualifica l’Arabia Saudita come: “stato terrorista” e potrebbe presentarla al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. I controlli in Russia si intensificano, la polizia di Volgograd nei giorni scorsi ha fermato più di 700 persone per ”una serie di violazioni amministrative nell’ambito delle operazioni antiterrorismo”, dopo il doppio attentato del 29 e 30 dicembre scorso. Lo riferisce l’agenzia Interfax, precisando che: ”sono state rastrellate 2.500 abitazioni, controllate 6.000 zone a rischio, 37 capolinea degli autobus e la stazione ferroviaria”, tra i fermati dalla polizia di Volgograd, ”almeno 356 persone erano in possesso di fucili e altre armi da fuoco”. Secondo quanto dichiarato da un portavoce del Comitato investigativo russo, e fonti vicine agli inquirenti hanno riferito all’agenzia Interfax che gli attentatori suicidi ”sono stati addestrati nel Caucaso settentrionale e sono arrivati poi a Volgograd evitando i controlli di polizia, probabilmente utilizzando sentieri e percorsi fuoristrada”.

Fonti: 

http://www.manartv.com.lb/spanish/adetails.php?eid=49300&cid=25&fromval=1&frid=25&seccatid=43&s1=1

http://www.imolaoggi.it/2014/01/02/russia-retata-contro-il-terrorismo-islamico-700-fermati/



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