Russia pronta per la Terza Guerra Mondiale, superiorità tecnologica

Obama provoca e la Russia si prepara alla guerra.

 

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Obama provoca e la Russia si prepara alla guerra.

– Angelo Iervolino – 28 Aprile 2014 – Da molti mesi la Russia ha accelerato la preparazione alla Terza Guerra Mondiale, vediamo in che modo e che armi ha messo in campo. Venerdì 27 settembre (2013) il ministro della Difesa russo, Sergey Shoygu, ha chiesto all’industria privata e a quella controllata dallo Stato di sostenere le tre componenti militari russe in caso di conflitto. Secondo quanto riferito dalla stampa, società quali Gazprom, LUKoil e Rosneft devono essere pronte a soddisfare le richieste emanate dal sistema di Difesa, producendo e stoccando in anticipo le quantità di carburante destinate alle unità di Forza Armata. Nel piano di preparazione alla guerra rientrano anche le società di trasporto e i produttori di energia, come l’azienda ferroviaria RZD e quella idroelettrica RisHydro. Il ministro, Shoygu, generale dell’esercito, ha inoltre parlato della costruzione di un Centro Nazionale di Difesa che dovrà sorgere a Mosca e che in caso di guerra assumerà le funzioni di quartier generale del Comando Supremo. Il Centro avrà il compito di monitorare l’intero territorio nazionale, coordinando le attività operative delle tre forze armate, delle unità di reazione rapida e delle componenti navali, aeree e terrestri che costituiscono l’arsenale nucleare russo. La Russia sta imprimendo una notevole accelerazione al processo di modernizzazione e riorganizzazione delle Forze Armate, con uno stanziamento che entro il 2020 toccherà la cifra record di oltre 660 miliardi di dollari. Per l’Aeronautica Militare il ministero della Difesa ha previsto l’aggiornamento di tutte linee di volo ritenute strategiche e l’acquisizione di 1.500 nuovi velivoli: 350-400 caccia, 100 aerei da trasporto, 140 da addestramento e 800-900 tra elicotteri e droni; per l’Esercito, che nell’arco di qualche anno disporrà di una componente missilistica tattico-strategica distribuita in tutto il territorio (RS-24 Yars, Bulava e Iskander M), sono in cantiere 750 nuovi mezzi pesanti e corazzati ed è già in programma un piano di ristrutturazione che prevede la creazione di un parco tank fatto di soli T-72 e T-90Infine, mentre le cinque Flotte della Marina Militare sono in attesa di ricevere 24 sottomarini e 54 unità di superficie, per la difesa aerea è prevista in una rete missilistica distribuita lungo tutti i confini nazionali, sistemi d’arma a lunga, media e corta gittata composti da batterie S-350E Vityaz, S-400 Triumf e S-500 Samoderzhets.

 

La Difesa – Siria e Mediterraneo

La presenza navale russa nel Mediterraneo monitora costantemente la posizione e le attività di ogni nave da guerra statunitense, inglese, francese, turca e israeliana nella regione, grazie alla Prjazovie (SSV-201), la più potente nave da guerra elettronica della flotta russa. La Russia ha infatti riposizionato i suoi satelliti da ricognizione sulla Siria e il Mediterraneo orientale, i cui dati vengono trasferiti al Centro Spaziale di Armavir (ad est di Novorossijsk sul Mar Nero, a 700 km dalla Siria). I missili da crociera tattici UGM-109 Tomahawk sono disposti nei lanciatori verticali VLS a bordo dei cacciatorpediniere statunitensi classe Arleigh Burke e dei sottomarini d’attacco statunitensi e inglesi. Il Tomahawk viene espulso dal VLS da un motore-razzo che opera per 7 secondi bruciando combustibile solido, lanciando il Tomahawk a una quota di 1000 m, imprimendogli una velocità vicina alla velocità di crociera ed emettendo un forte impulso energetico sotto forma di calore rilasciato nell’atmosfera. Il sistema di primo allarme russo include una rete di satelliti da ricognizione agli infrarossi in grado di rilevare il lancio dei missili, orbitando sul Mediterraneo orientale. L’impronta spettrografica agli infrarossi del lancio dei missili da crociera della marina degli Stati Uniti, viene immediatamente rilevata dai satelliti, e le coordinate del punto di lancio vengono immediatamente trasmesse al centro controllo missili balistici di Armavir. Il Centro Spaziale di Armavir ha un radar Voronezh-M che copre una distanza di 6000 km. Dopo il lancio iniziale, il missile da crociera distende le ali e attiva il motore turbofan per volare come un drone alla velocità di 700 km/h. Inoltre, l’inseguimento della rotta del missile viene eseguito dai satelliti militari Kondor, dotati di radar e posti su un’orbita circolare intorno alla Terra, alla quota di 500 km. L’area di osservazione del satellite è un fascio di di 1200 km (600 km in ciascun lato dell’asse della rotta). Dopo la combustione del cherosene, gas caldo esce dal motore del missile da crociera, formando una traccia radar con la scia di ionizzazione, come la condensazione del vapore degli aerei, visibile ad occhio nudo nel cielo diurno. Dalla sua orbita, il satellite segue la traccia della ionizzazione, permettendogli di determinare la rotta del missile da crociera fino all’impatto con il bersaglio. Questi parametri vengono passati in tempo operativo al Centro Spaziale di Armavir e da lì, probabilmente alle batterie di missili S-300 del sistema di difesa antiaereo siriano.

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Il ministero della Difesa russo mira a dispiegare nel 2017 il nuovo sistema di difesa missilistica che può colpire obiettivi nello spazio, secondo un’autorevole fonte ministeriale. “Il promettente sistema di difesa aerea S-500 è in fase di sviluppo. Dovrebbe essere dispiegato nel 2017″ ha detto la fonte a Interfax. Il sistema ad ampio raggio sarà in grado di distruggere un obiettivo anche nello spazio e coprirà l’intero territorio russo, ha aggiunto la fonte. Il più avanzato sistema antimissile russo, S-400 Triumf, ha un raggio di 400 chilometri. Il presidente Vladimir Putin ha detto nel 2012 che le forze armate russe acquisiranno 28 S-400 nei prossimi 10 anni.

I segreti dei caccia russi di quinta generazione

Dallo studio del brevetto emerge che la differenza tra PAK-FA e F-22 sta in una diversa filosofia di combattimento. Anziché scegliere un aereo totalmente invisibile, i progettisti del Sukhoi hanno optato per una via di mezzo tra stealth e super manovrabilità. Il brevetto del PAK-FA, pubblicato dal Servizio federale russo per la proprietà intellettuale, dimostra che il design degli aerei stealth di quinta generazione è fortemente influenzato dall’esigenza di risultare scarsamente visibili ai radar. Tuttavia, i russi sono pronti a sacrificare parte “dell’invisibilità” a favore di un’elevatissima manovrabilità e di eccellenti caratteristiche di volo. Obiettivo dell’invenzione, si legge sui documenti del brevetto, è quello di ottenere un velivolo a bassa visibilità radar e super-manovrabile ad alti angoli d’attacco (sfiora, sorprendentemente, i novanta gradi), pur preservando un’alta efficienza aerodinamica a velocità subatomiche.

Sugli schermi dei radar

Stando ai documenti, l’intenzione dei progettisti è quella di ridurre la sezione radar (RCS) del velivolo sino a “una media di 0,1-1 metro quadrato”. Entro questi parametri, sui radar nemici l’aereo appare come un uccello, e individuarlo diventa difficile. Ma non impossibile. Il Sukhoi regge bene il confronto con lo stealth fighter F-22, che secondo gli esperti di aviazione ha una RCS di 0,1 metri quadrati (non se ne conosce la misura esatta poiché il dato è coperto da segreto). I caccia di quarta generazione, come il Sukhoi-27/30 e l’F-15E, hanno una RCS compresa tra i dieci e i quindici metri quadrati. La riduzione della visibilità radar del velivolo si ottiene tramite alcuni accorgimenti di progettazione e tecnologia, in particolare il modellamento dei contorni della cellula.

Un aereo versatile

I due motori del PAK-FA sono ben distanziati tra loro e collocati in gondole isolate, lasciando così lo spazio per un ampio scompartimento cargo. Le prese d’aria sono più distanti rispetto ai piani verticali e orizzontali e ai motori, il che crea una curvatura che nasconde il compressore e riduce la firma radar anteriore del velivolo. I motori sono posizionati ad angolo acuto rispetto al piano verticale, consentendo la vettorizzazione della spinta – un settore nel quale Sukhoi eccelle – nei canali longitudinali, trasversali e diretti. Gli ugelli di scarico del motore sono puntati verso l’esterno, il che trasferisce su essi una porzione significativa del controllo del velivolo anche a basse altitudini. Ciò migliora considerevolmente la sicurezza del volo. I profili alari mobili posti al di sopra e di fronte alle prese d’aria del motore rappresentano una caratteristica esclusiva del PAK-FA, e sono tipici dell’ingegnosità russa nel progettare le cellule. I profili possono ruotare verso il basso attorno all’estremità posteriore. Simili agli ipersostentatori, contribuiscono alla stabilità del velivoli in caso di alti angoli d’attacco. Le prese d’aria, situate su ciascuna fiancata della fusoliera, sono smussate su due piani al fine di mantenere il flusso costante anche ad alti angoli d’attacco.

Perché l’equilibrio è cruciale

Mettere a confronto PAK-FA e F-22 Raptor o l’F-35 Lightning II è difficile, dal momento che la maggior parte delle caratteristiche di questi velivoli d’avanguardia sono top secret. Tuttavia, basandosi sui dati disponibili, Maks, novità dai cieli russi non sembra “invisibile” quanto l’F-22, che ha un costo di 420 milioni di dollari. Tuttavia, il vantaggio dell’F-22 non sembra preoccupare i russi: il PAK-FA si basa infatti su una filosofia di combattimento completamente diversa, in cui l’eccezionale manovrabilità è considerata un’arma vitale. Gli americani hanno invece messo tutte le loro uova nel “paniere stealth”, puntando sulla quasi invisibilità per colpire gli obiettivi. L’idea è di assicurarsi un dominio aereo basato su “primo a vedere/primo a colpire/primo a uccidere”.  L’obiettivo (in realtà, la speranza) è di essere i primi a individuare il nemico ed evitare al tempo stesso di essere visti. La speranza però è un misero succedaneo della preparazione. I russi ritengono che possedere delle capacità di combattimento ravvicinato è sempre una buona idea. A un certo punto il velivolo stealth dovrà avvicinarsi per combattere, ed è allora che il duello diventa inevitabile – e la super manovrabilità entra in gioco. In un combattimento aereo con il PAK-FA gli stealth – lenti, pesanti e scarsamente armati – sembrano destinati ad avere la peggio. Solo le guerre del futuro diranno quale delle due filosofie è quella vincente – quella che si basa su uno stealth “puro”, o quella, russa, basata sulla super-manovrabilità. Nel frattempo i piloti della Air Force russi non vedono l’ora di mettere le mani su quello che si preannuncia un sogno per un pilota di caccia. Ma dovranno pazientare ancora un po’: stando al Programma russo per l’armamento nazionale, i caccia 60 PAK-FA saranno consegnati tra il 2016 e il 2020.

Fonti:

http://www.ecplanet.com/node/4021

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46106

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/russia-nel-2017-pronto-sistema-missilistico-da-guerre-stellari-20130830_130032.shtml

http://russiaoggi.it/societa/2014/02/28/i_segreti_dei_caccia_russi_di_quinta_generazione_29781.html

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